Smart working 2023 nel settore privato: scadenze, nuove regole e ritorno al passato  

Smart working 2023

Come ben sappiamo il lavoro agile fa parte delle nostre vite e della nostra routine ormai da più di 2 anni ma come sarà lo smart working nel 2023?  

Noi italiani abbiamo conosciuto questa modalità lavorativa nel marzo 2020, quando l’emergenza sanitaria non ci ha lasciato alcun tipo di scelta. Se prima lo smart working era una modalità conosciuta e apprezzata all’estero, oggi è apprezzata anche nel nostro Paese. Perché?  

Semplice, basterebbe capire quali sono i vantaggi dello smart working per renderci conto che la filosofia del lavoro agile è molto apprezzata dai lavoratori. Flessibilità, autonomia, responsabilità, gestione del tempo, lavoro su progetti, questo tipo di approccio non crea benefici solo ai dipendenti che hanno la possibilità di equilibrare vita lavorativa e privata, ma anche per l’azienda stessa.  

A tal proposito, adesso che l’emergenza sanitaria si è conclusa, e il diritto allo smart working terminerà, chi può continuare a fare smart working nel 2023?  

Quando finirà lo smart working per i settori privati vi sarà tanta confusione sia da parte dei dirigenti che da parte dei dipendenti, che si porranno tante domande, tra le quali:  

  • Chi ha diritto allo smart working nel privato? 
  • Quando scade lo smart working? 
  • Come continuare a lavorare in smart working? 

Vediamo quindi di capire quali saranno i cambiamenti e le regole in vigore che partiranno dal 1° gennaio 2023 per l’utilizzo dello smart working per i dipendenti del settore privato.  

Smart working: tra scadenze e nuove regole

Negli ultimi 4 mesi si sono susseguite diverse tipologie di scadenze, posticipazioni e nuovi criteri che riguardano lo smart working nel settore privato.

Ma quando scade lo smart working? E chi può continuare a fare smart working nel privato oggi?

Il Decreto Aiuti Bis convertito in legge 142/2022 prevede il diritto lavoro agile senza accordo fino al 31 dicembre 2022 per:

  • i lavoratori fragili con patologie croniche,
  • i genitori con minori Under 14,
  • lavoratori nel settore privato.

Il regime ordinario che sancisce l’obbligo di accordo fra datore di lavoro e dipendente è previsto per l’1° gennaio 2023. Quali saranno i cambiamenti in atto?

Come continuare a lavorare in smart working? Il ritorno alle regole ordinarie

Per i datori di lavoro e i dipendenti vi sono cambiamenti attuali e futuri per quanto riguarda la modalità di lavoro agile, come:

  • comunicazione data inizio e fine della modalità agile,
  • accordo individuale tra datore e dipendente.

Vediamo quindi i 2 punti sopra indicati singolarmente.

Obbligo di comunicazione del personale in smart working: decreto semplificazione

Già dal 1° settembre di questo anno, la comunicazione di inizio e fine smart working che dev’essere inviata al Ministero del lavoro è stata semplificata.

Il datore di lavoro ha il dovere di comunicare al Ministero solo i nominativi dei lavoratori che svolgono la propria mansione in modalità agile.

In particolare è obbligo del datore di lavoro inviare in via telematica:

  • nominativi dei lavoratori in smart working,
  • il loro codice fiscale
  • il tipo di contratto
  • data inizio e fine modalità lavorativa.

Questo processo per i settori privati dovrà essere eseguito fino al 31 dicembre 2022 in quanto esonerati dalla stipula di accordo individuale tra le parti. Infatti, a partire dal primo giorno del 2023 con il reintegro dell’accordo individuale questa tipologia di documento non dovrà essere più inviato al Ministero.

Accordo individuale obbligatorio tra datore di lavoro e dipendente

A partire dal 1° gennaio 2023, si ritorna alle regole ordinare della Legge 22 maggio 2017 pre-pandemia che prevede la sottoscrizione di un accordo individuale per l’impiego dello smart working nel settore privato.

In particolare è importate ricordare che da quel giorno la richiesta da parte del lavoratore o del datore di lavoro di adempiere ai propri compiti in modalità agile dovrà essere sottoscritta da entrambe le parti.

L’accordo individuale non dovrà essere inviato al Ministero del lavoro ma deve essere conforme al Protocollo Nazionale Lavoro Modalità Agile e contenere:

  • la durata dell’accordo tra le parti, se a tempo determinato o indeterminato,
  • I termini dello smart work, tra diritti e doveri dei lavoratori,
  • strumenti di lavoro,
  • orario di lavoro alternato dentro e fuori le sedi aziendali,
  • attività di formazione,
  • un luogo dove le attività lavorative sono svolte in maniera agile,
  • tempo libero e “diritto alla disconnessione“,
  • forme e modalità di controllo a tutela del diritto alla riservatezza,
  • diritti sindacali.

Lo smart working può essere svolto solo tramite l’utilizzo di strumenti e apparecchiature informatiche e telematiche che diano la possibilità ai lavoratori di accedere a file e cartelle comuni e di comunicare e condividere informazioni in maniera facile e ottimale.

Solo le aziende che hanno questi strumenti possono promuovere e permettere questa modalità di lavoro. Vediamo quindi cosa offre Smart Working di Elle di Ufficio per andare incontro alle esigenze dei datori di lavoro.

Smart working: gli strumenti necessari per la modalità lavorativa

Quando finirà lo smart working per i privati?

Per riassumere, lo smart working nel 2023 per i privati non potrà più essere utilizzato come modalità di lavoro comune, tutti dovranno tornare ai loro uffici salvo accordi individuali.

Quindi, se sei un imprenditore e vuoi continuare a far lavorare i tuoi dipendenti in smart working, è importante non solo adempiere a quanto sopra descritto ma anche fornire agli stessi gli strumenti ottimali che garantiscano sicurezza e ottimizzazione.

Come fare? Noi di Smart Working di Elle di ufficio siamo l’azienda che cerchi.

Siamo in grado di aiutarti garantendo tutti i supporti tecnici necessari ai tuoi dipendenti.

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